Una rete cittadina per porre fine all’HIV e alle IST

Fast Track Cities

Fast Track Cities è una rete che unisce città, comuni, enti e associazioni che, in tutto il mondo, si impegnano per raggiungere l’obiettivo di eliminare HIV, tubercolosi ed epatiti virali (HBV e HCV), e in particolare di raggiungere l’obiettivo del 95-95-95: 95% di persone con HIV che conoscono il proprio status; 95% delle persone che conoscono il proprio stato e sono in terapia antiretrovirale; 95% di persone in terapia che raggiungono la soppressione virale. Questo obiettivo è fondamentale nel percorso verso l'eradicazione di HIV, tando da essere stato indicato dall’Organizzazione della Nazioni Unite nel settembre del 2015 come uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) che costituiscono l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
L’iniziativa nasce a dicembre 2014, quando la Città di Parigi e i tre partner principali IAPAC (International Association of Providers of AIDS Cara), UNAIDS (United Nations Programme on HIV/AIDS) e UN-Habitat (United Nations Human Settlement Program), sottoscrivono la “Dichiarazione di Parigi”, assumendo l’impegno di lavorare per porre fine alla pandemia da HIV, alla tubercolosi e alle epatiti virali (HBV e HCV), e che per farlo intendono “sfruttare la loro portata, infrastruttura e capacità umana per costruire un futuro più equo, inclusivo, prospero e sostenibile per tutti i loro residenti, indipendentemente dall'età, dal sesso, dall'orientamento sessuale e dalle circostanze sociali ed economiche”.
Ad oggi, più di 550 città e municipalità hanno sottoscritto la Dichiarazione di Parigi e hanno deciso di cimentarsi in questa impresa. Anche la Città di Torino, nell’ ottobre 2020, ha sottoscritto insieme alle associazioni Anlaids, Arcobaleno Aids, Casa Arcobaleno, Croce Rossa Torino, Giobbe, Gruppo Abele, Lila Piemonte la Dichiarazione di Parigi divenendo a tutti gli effetti una Fast Track City. Dopo una serie di incontri mirati alla lettura condivisa e partecipata delle esigenze e dei bisogni della comunità di riferimento le associazioni hanno avviato numerose iniziative e attività di testing nel contesto metropolitano.
Per meglio adempiere agli impegni presi e al contempo per raggiungere gli obiettivi strategici del Piano Regionale di Prevenzione 2020-2025 della regione Piemonte, è stata avviata anche una coprogettazione tra la Città di Torino (assessorato alle Politiche sociali, pari opportunità, politiche abitative di edilizia pubblica, coordinamento relazioni con aziende sanitarie, beni comuni), l’ASL Città di Torino (Ce.Mu.S.S.) e le associazioni. Tale coprogettazione ha portato alla concessione da parte della Città di Torino dei locali siti in via Mazzini 44, dove è stato aperto il “Torino Checkpoint”, che da dicembre 2023 costituisce l’epicentro delle attività del gruppo.
Il Torino Checkpoint garantisce al progetto un valore aggiunto, perché oltre ad essere uno spazio utile alla progettazione e all’espletamento delle attività, costituisce un Luogo in cui si possa affermare un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali, promuovere il diritto di avere una vita sessuale piacevole e sicura, libera da coercizioni, discriminazioni e violenze, dove i diritti sessuali di tutte le persone devono essere rispettati, protetti e messi in atto.
L’ASL Città di Torino ha concretizzato il suo contributo nella fornitura dei test rapidi per lo screening di HIV e sifilide, nella messa a disposizione di personale sanitario per l’esecuzione di tali test in occasione degli eventi di testing e outreach, nella realizzazione di percorsi dedicati per la presa in carico delle persone con test rapido reattivo.
Dall’inizio delle attività nel 2024 ad ottobre 2025, grazie all’impegno dei sanitari dell’ASL Città di Torino e dei volontari delle associazioni, sono stati effettuati 35 interventi di testing in contesti non sanitari, di cui 16 presso il Torino checkpoint e 19 interventi di outreach volti a raggiungere le popolazioni più vulnerabili o marginalizzate. In occasione di questi interventi sono stati effettuati 2531 test, tra cui 1104 test HIV, 791 test sifilide, 243 test HBV e 393 test HCV, con un totale complessivo di 19 test che sono risultati reattivi per una o più di queste infezioni. A tutte le persone con test reattivo è stato proposta una visita presso gli ambulatori del Ce.Mu.S.S. per una più accurata definizione del caso e, se indicato, per definire la presa in carico e il follow up.
Per avere ulteriori informazioni sul progetto, sugli eventi organizzati o per scoprire come fare per diventare un volontario del progetto Fast Track City, visita il sito del progetto!